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Il rame nelle coperture può essere impiegato in due forme diverse: in
lastre piane flessibili o in elementi relativamente rigidi. La scelta
avviene in base alla continuità della superficie da coprire.
Il piano di posa può essere costituito da un assito di legno, da una
patea di calcestruzzo o da un solaio in cemento. La pendenza minima è
il 5%.
L'assito di legno ha una superficie liscia e una pendenza regolare, ma
è ovviamente possibile realizzare anche variazioni di pendenza, salti
a gradino o altre soluzioni architettoniche. Il legno utilizzato è quello
stagionato (umidità inferiore all'8%) per evitare successive deformazioni.
Le tavole vengono semplicemente accostate fra loro ma, in caso di costruzioni
particolarmente accurate, le tavole vengono unite mediante incastri. Le
essenze usate generalmente sono pioppo e abete.
Il legname viene sottoposto preventivamente a trattamenti ignifughi (che
possono essere eventualmente eseguiti anche in opera), e anche antiparassitari
e antiputrefattivi. Le teste dei chiodi usati per il fissaggio delle tavole
sono incassate nel legno, per evitare possibili contatti col metallo della
copertura e originare così probabili coppie galvaniche.
Anche l'elemento di supporto di calcestruzzo (sia gettato in opera che
fabbricato) deve avere una superficie liscia e una pendenza regolare.
Per il fissaggio delle lastre metalliche di copertura, o per l'ancoraggio
dei listelli in legno per i giunti verticali, si usano chiodature direttamente
sparate nel calcestruzzo, oppure tasselli ad espansione con vite.
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Secondo tutti gli accorgimenti che, durante la posa in opera,
Edil Rame predispone, l'acqua piovana non riesce ad infiltrarsi sotto
l'elemento di tenuta, e questo riesce a rendere assolutamente impermeabile
il tetto. Inoltre non si forma sotto la copertura nessuna umidità
causata dalla condensazione di vapore acqueo dovuto alle variazioni di
temperatura. Tutto questo si ottiene mediante una efficace ventilazione
del sottotetto, ottenibile con veri e propri camini di aerazione oppure
con finestrelle metalliche protette da una rete che impedisce, tra le
altre cose, l'insediamento degli uccelli.
Tra il piano di posa propriamente detto e le lastre metalliche
viene interposto uno strato separatore (cartonfeltro o cartone bitumato)
i cui compiti sono di isolare l'elemento di tenuta dall'elemento di supporto,
allo scopo di eliminare possibili incompatibilità elettrochimiche o di
ammorbidire eventuali rugosità, specie se si tratta di una soletta di
latero-cemento o di calcestruzzo.
In tal caso infatti si evita l'abrasione del metallo dovuta allo sfregamento
provocato dalle dilatazioni termiche contro il piano di posa.
Un'altra funzione dello strato separatore, che viene di norma posato con
una sovrapposizione di circa 100 mm e inchiodato, è quella di eliminare
il pericolo delle infiltrazioni di umidità prodotta da condensa al di
sotto delle lastre metalliche e di attutire il rumore della pioggia battente.
Come coibenti termoacustici vengono usati anche la lana di vetro in feltri,
polistirene o poliuretano espanso in lastre ad alta densità.
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